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martedì, 04 ottobre 2022 ore 14:43
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Garbo nuovo presidente
pensa al Grande Mandralisca

Vincenzo Garbo, docente di lettere, è il nuovo presidente della Fondazione Mandralisca. Lo ha eletto il consiglio di amministrazione appena insediato e completamente rinnovato rispetto a quello, che era da tempo scaduto, guidato da Antonio Purpura. Vice presidente sarà l’archeologa Maria Teresa Rondinella.
Garbo e il nuovo cda lavoreranno attorno al progetto di un “Grande Mandralisca” che incrementerà le sue attività con iniziative di spessore culturale e con l’apertura alle scuole e alla didattica, in linea con la visione del fondatore della Fondazione, il barone Enrico Pirajno di Mandralisca, figura di grande intellettuale, archeologo, collezionista, entomologo.
Oltre a Garbo, che è stato a lungo assessore alle politiche culturali, compongono il cda della Fondazione l'avv. Luigi Spinosa, la dottoressa Maria Teresa Rondinella (tutti e tre nominati dal sindaco Daniele Tumminello), l'ing. Giuseppe Martorana (indicato dall'assessore regionale all'Istruzione), il dottore Leonardo Agueci (indicato dall'assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana).
Nel corso dell’insediamento c’è stato il simbolico passaggio di consegne da parte del cda uscente, guidato dal prof. Antonio Purpura, il quale ha segnalato il percorso di risanamento dei conti promosso anche con i contributi regionali.
“Da cefaludese – ha detto Garbo – assumere la guida della Fondazione Mandralisca è un grande onore, coniugato con la profonda consapevolezza del valore identitario che il museo ricopre per la città di Cefalù, insieme alla naturale caratteristica multidimensionale della cultura che lo fa assurgere a patrimonio universale. L’amministrazione della Fondazione – ha aggiunto – è un impegno che sarà condiviso con tutti i colleghi del cda, con un lavoro di squadra che punterà alla valorizzazione delle indubbie competenze e delle notevoli capacità di ciascuno”.
Tra i molteplici obiettivi che il nuovo cda si prefigge c’è l’implementazione dei risultati raggiunti dalla precedente gestione, “nella consapevolezza che il Mandralisca è, per importanza delle collezioni e valore delle opere esposte, uno dei musei di riferimento del patrimonio culturale internazionale”.
Garbo ha poi delineato il progetto di un “ Grande Mandralisca”, grazie all’ampliamento e alla risistemazione degli spazi espositivi e delle collezioni, alla realizzazione di mostre temporanee di alto livello, alla creazione di partenariati pubblici e privati con importanti istituzioni culturali e imprenditoriali. Fondamentale sarà, ha detto, la promozione e del circuito Sibac, che fa capo al Comune di Cefalù, al quale la Fondazione Mandralisca ha aderito sin dalla sua istituzione e che, in prospettiva, si legge in una nota, “presenta notevoli opportunità di incrementare il flusso dei visitatori grazie al biglietto unico che mette in rete il Museo Mandralisca con la Rocca di Cefalù, il teatro Salvatore Cicero, il sito archeologico della strada romana e il lavatoio medioevale”.
Non poteva mancare un riferimento al quadro economico, da sempre una criticità per la Fondazione. “Siamo certi – è l’appello di Garbo – che la Regione siciliana confermerà e accrescerà il rapporto privilegiato con il Mandralisca, attraverso il sostegno economico indispensabile per lo svolgimento della sua mission e il coinvolgimento in iniziative culturali di grande livello. Siamo sicuri che il rapporto privilegiato che il barone Enrico Pirajno di Mandralisca ha voluto stabilire, per volontà testamentarie, con la sua Cefalù e con l’istituzione comunale, sia accresciuta con l’intento di ottenere risultati sempre più importanti. Ci impegneremo affinché il museo rafforzi i legami con le scuole e le altre agenzie educative, nel solco dell’idea lungimirante che fu, anch’essa, del barone, ossia quella si fare del Mandralisca una sorta di laboratorio didattico”.
Nel programma di Garbo trova spazio il circuito espositivo: “Pur valorizzando il suo nucleo centrale che lo vede come ‘casa museo’, divenga non più soltanto luogo nel quale si custodiscono opere d’arte e reperti ma centro di cultura a tutto tondo, capace di essere aperto alla contaminazione culturale e alle famiglie. Per svolgere il nostro compito di amministratori pro tempore, confidiamo nell’esperienza, nella competenza e nell’abnegazione di tutto il personale, che, a pieno titolo, può essere annoverato come parte fondamentale del grande patrimonio che la Fondazione può vantare”.
10.08.2022

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