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martedì, 30 settembre 2014 ore 15:49
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IL VERTICE PDL A PALAZZO COMITINI

Provincia, giunta “elettorale”
Vicari: è una chiamata alle armi

La senatrice tra i “nuovi” assessori
Alla Provincia nasce una giunta “elettorale” con il coinvolgimento dei vertici del Pdl. Entrano tra gli altri Simona Vicari e Dore Misuraca, una commissaria provinciale e l’altro coordinatore provinciale del partito. Ma c’è anche Gianpiero Cannella, coordinatore cittadino. “È una chiamata alle armi in vista delle elezioni”. Così Simona Vicari ha spiegato il rimpasto che porta in giunta sei nuovi assessori: oltre ai tre grossi calibri del Pdl, il presidente Giovanni Avanti ha chiamato in squadra anche l’avvocato Giovanni Antonio Macchiarola (sempre Pdl) nonché Santi Bellomare e Bartolo Di Salvo (Pid-Cantiere Popolare).
I sei assessori “provvisori” prendono il posto di Pietro Alongi, Dario Falzone, Giuseppe Di Maggio, Pietro Vazzana e Salvatore Lo Giudice, tutti candidati alle regionali, e di Silvia Giordano che si era dimessa nei giorni scorsi.
Il presidente Avanti ha dato del rimpasto annunciato una motivazione formale e molto istituzionale: “Il nuovo assetto di giunta ci consente di affrontare i prossimi impegni di governo nel pieno assetto istituzionale restituendo piena funzionalità all’organo esecutivo”.
Più esplicito e più diretto il commento di Simona Vicari che coglie anche il senso dell’operazione: “''La campagna elettorale per le elezioni regionali è una chiamata alle armi per tutti gli eletti del Pdl e i nostri consiglieri provinciali sono una fondamentale risorsa per il miglior risultato nella città e nella provincia di Palermo. Ecco perché è stata adottata la scelta tecnica di indicare quali assessori, oltre a me, il coordinatore regionale del Pdl Dore Misuraca, il coordinatore cittadino di Palermo, Gianpiero Cannella, e l'avvocato Giovanni Antonio Macchiarola”.
E dopo le elezioni? Ancora Simona Vicari: “Cessata la chiamata alle armi delle elezioni regionali, gli assetti saranno restituiti alla loro normalità”. Il rimpasto risponde dunque a un interesse elettorale del partito e non solo, come dice Avanti, a uno “spirito di servizio” che avrebbe indotto Misuraca, Vicari e Cannella a rinunciare all’indennità di assessori. Indennità che, eventualmente, si sarebbe aggiunta a quella già percepita come parlamentari.
17.09.2012

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