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L'ARTE PER UNA RIVALSA CIVILE

Murales di artista madonita
muta volto al bene confiscato

È la mano di un'artista madonita a firmare l'opera che simbolicamente chiude una bella storia di rivalsa civile, della legalità che vince un’importante battaglia sulla mafia. A Balestrate, in via Pio La Torre, verrà infatti inaugurata sabato una struttura confiscata al boss mafioso Luigi Mutari. Oggi è uno splendido centro giovanile, grazie alla pregevole ristrutturazione ad opera dello studio palermitano Am3 Architetti Associati, che si completa con due imponenti murales commissionati all'artista castelbuonese Stefania Cordone. Sono murales sufficientemente semplici e “fantastici” per essere fruiti da un pubblico giovanile eppure ricchi di simbologie e citazioni pertinenti alla riconversione d’uso dell’edificio (da Pirandello a Shakespeare, per dare conto delle più evidenti).
Si mette pertanto la parola fine a un progetto che ha previsto un investimento da circa mezzo milione di euro, attraverso il Pon sicurezza, per ristrutturare un edificio con tre appartamenti su più elevazioni. Un’aula multimediale, una sala teatro, spazi per laboratori artistici, uno sportello per l’orientamento e la lotta alla dispersione scolastica, ed ancora una sala convegni polifunzionale. E soprattutto l’elevatore esterno, che abbatte le barriere architettoniche e consente di bypassare del tutto l’ingresso ancora in comune con la famiglia del boss.
È il secondo edificio sottratto a Luigi Mutari. Già nel 2011 le proprietà del boss furono oggetto di un caso che fece notizia: in quell’occasione si trattava di una demolizione, ma le ruspe non riuscirono inizialmente ad entrare in azione. Senza una ragione evidente. La ditta che, a Balestrate, aveva vinto l'appalto per la demolizione, per circa 2.500 euro, si era improvvisamente ritirata. In verità il problema pare che fosse principalmente economico, per l’esiguità dell’appalto al limite della decenza, ma tanto bastò per finire sui giornali lasciando intendere connivenze, timori o reverenza nei confronti del boss. Oggi il linguaggio dell’arte dipana ogni dubbio, e chiude la partita a favore del Bene.
21.07.2015

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