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martedì, 09 febbraio 2010 ore 9:33
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ASSEMBLEA CITTADINA

Per l’acqua ai privati
da Geraci un altro no

Tutti d'accordo: Comune e comitato
Da un’assemblea cittadina a Geraci arriva un altro no alla privatizzazione dell’acqua: nelle Madonie si estende quindi l’opposizione al passaggio del servizio idrico alla società Aps. L’assemblea è stata organizzata dal comitato “Acqua pubblica Geraci”. L’incontro è stato moderato dal presidente dell’associazione “La Nuova Geraci”, ing. Giuseppe Puleo, che in apertura ha illustrato le motivazioni della nascita del comitato e il lavoro svolto fino a oggi.
Il primo intervento, in assenza del sindaco di Geraci, è stato quello del presidente del consiglio comunale Piero Scancarello il quale, condividendo l’iniziativa del comitato, ha letto agli intervenuti parti della delibera di giunta municipale con cui l’amministrazione comunale intende modificare lo statuto. L’acqua – ha sostenuto – deve essere sottratta a logiche commerciali e speculative e gestita dal Comune direttamente ovvero tramite forme associate.
Il presidente Scancarello si è soffermato anche sui costi attuali del servizio idrico e sulla proposta di istituzione di una consulta popolare comprensoriale sul tema della privatizzazione. A seguire l’ing. Ernesto Salafia, portavoce di “Liberacqua-Palermo”, ha illustrato il trend europeo in materia di privatizzazione della gestione del servizio idrico, citando paesi come la Francia, la Germania e la Spagna in cui il pubblico mantiene la maggior parte del controllo della gestione.
Sono stati diffusi i dati tariffari di diverse fatture con consumi differenziati. Comparando i costi attuali per l’utente geracese con quelli che si origineranno con il passaggio alla società Acque potabili siciliane, si è evidenziato un aumento dei costi prossimo al 100 per cento. Successivamente il portavoce provinciale di “Liberacqua ”, Salvo La Spisa, ha illustrato la procedura di affidamento del servizio ad Aps nonché i contenuti e le diverse modalità di attuazione della legge Galli.
Il sindaco di Caltavuturo, Domenico Giannopolo, invece ha sottolineato gli inconvenienti e le difficoltà che a suo parere potrebbero derivare per i comuni madoniti dall’adesione all’Ato idrico, citando alcuni casi verificatisi nel suo comune.
Nel successivo dibattito sono da segnalare gli interventi del consigliere provinciale Antonio Marotta, di Faraone della Cgil Ambiente – Palermo e di Gioacchino Cannizzaro del comitato “No priv” di Castelbuono, i quali hanno sostenuto la necessità di un maggiore approfondimento della tematica e di un maggiore coinvolgimento della popolazione, anche attraverso strumenti partecipativi quali il referendum popolare.
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Antonio Spallina, ex sindaco di Geraci, il quale ha sostenuto la necessità di adottare forti iniziative di protesta, sottolineando che il comitato si propone di far fronte comune sulla tematica con l’amministrazione comunale e con tutte le altre realtà locali. Da ultimo gli esponenti del comitato hanno nuovamente invitato l’amministrazione comunale ad aderire allo stesso comitato, sottolineando che tale richiesta è stata già formulata ufficialmente al sindaco Bartolo Vienna il 25 agosto.
01.09.2009
Redazione
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