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martedì, 18 febbraio 2020 ore 3:07
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Aree montane, la Cgil chiede
misure contro lo spopolamento

“Il contrasto allo spopolamento delle aree interne passa attraverso l’attuazione di un ventaglio di azioni per il lavoro, le infrastrutture e il welfare, già previste ma che scontano ritardi. Basti pensare alla Snai per le Madonie, firmata con 12 mesi di ritardo, le cui misure sono ferme nonostante ci siano già progetti esecutivi”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, intervenendo a Castellana Sicula al sit-in a sostegno dell’istituzione delle zone franche montane.
“L’intervento solo sulla fiscalità, con le zone franche, è una misura necessaria – ha sottolineato Mannino – ma insufficiente. Ci vogliono politiche di sviluppo e del lavoro più ad ampio raggio, che riguardino in generale le aree interne, comprese quello montane”.
Il segretario della Cgil ha rilevato che “i comuni delle aree interne siciliane sono 291 per oltre 2 milioni di residenti, il 40% della popolazione siciliana. In questo contesto – ha aggiunto – le zone franche montane sono uno degli strumenti utilizzabili assieme alle Snai, alla Banca della terra e alle misure della legge sui piccoli comuni. Ma su questi strumenti si registrano disinteresse della politica e ritardi inammissibili”.
Il quadro è presto fatto: la Snai Simeto è in attesa della firma dell’accordo di programma quadro; quella dei Nebrodi dell’approvazione a livello nazionale della strategia presentata; nei Sicani e nel Calatino è stata da poco approvata la strategia da presentare al governo nazionale e a quello regionale. Mannino aggiunge che “disattenzione c’è stata nell’individuazione di territori da inserire nelle Zes”.
“Le istituzioni regionali e nazionali – afferma – non tengono conto del fattore tempo, che invece è determinante per contrastare un fenomeno galoppante come lo spopolamento. Basti pensare – sottolinea – che tra il 2011 c’è stato un calo della popolazione nelle zone interne del 7,7% e dal 2011 al 2016 del 5,09%, pari a 3.380 unità, come se fosse sparito un intero paese come Petralia Soprana”.
17.09.2019

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