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14.05.2012
Edoardo Croci
Edoardo Croci
Ad una settimana dal voto Cefalù voglio ringraziare ancora tutti i cefaludesi che hanno condiviso con me questa campagna elettorale e tutti quelli che mi hanno votato o hanno avuto l’intenzione di farlo - magari pensando che non fosse necessario barrare anche il nome del candidato sindaco insieme a quello di una lista collegata. La mia candidatura come indipendente con il supporto della coalizione di centro-destra e civica è stata una straordinaria opportunità per mobilitare forze positive e sane, troppo spesso poco utilizzate se non addirittura mortificate, per coinvolgere davvero i giovani in un progetto ambizioso di rilancio e sviluppo della loro città e per confrontarsi con le migliori esperienze nazionali ed internazionali.
Il risultato ha scontato le anomalie che hanno caratterizzato sin dall’inizio questa competizione elettorale.
La campagna elettorale è stata avvelenata dalla presenza di Vittorio Sgarbi, che ha cercato di trasformare le elezioni per scegliere il nuovo sindaco di Cefalù in un referendum contro le decisioni della Magistratura sulle sue responsabilità per le infiltrazioni mafiose nel Comune di Salemi. Non ci è riuscito. Ma la presenza del suo nome sulla scheda elettorale ha alterato il risultato elettorale.
Dopo la dichiarazione di incandidabilità del tribunale amministrativo regionale, la Corte d’appello ha confermato in via definitiva il provvedimento a pochi giorni dal voto, proprio con la finalità di consentire il “regolare svolgimento delle elezioni.” A quel punto la Regione Siciliana aveva solo due strade possibili: rinviare il voto o ristampare le schede eliminando Sgarbi. La Regione ha invece scelto di non conformarsi a quanto deliberato dalla Magistratura, ignorandolo.
Nella veste di candidato sindaco ho provveduto subito a denunciare pubblicamente, oltre che presso gli organi dello Stato, la grave irregolarità. L’ho fatto prima dello svolgimento delle elezioni proprio per cercare di garantire il diritto dei cefaludesi di esprimere regolarmente il loro voto. In altri casi le schede elettorali sono state ristampate in poche ore. Ma per Cefalù si è voluto diversamente.
Il tutto con il plauso, non proprio disinteressato, di chi è risultato così il più votato, distintosi nel chiedere di procedere con il voto “senza ingerenze nelle procedure elettorali, che sono affidate alla responsabilità di altri organi dello Stato e della Regione”, mentre pochi giorni prima la segreteria cittadina del PD addirittura definiva «fuori luogo», il comportamento dei senatori dello stesso partito Ferrante e Della Seta per avere presentato una interrogazione parlamentare sulla candidatura di Vittorio Sgarbi e si lamentava perchè gli stessi “perseverano nell’intervenire sulle vicende del nostro Territorio senza avere l’accortezza di sentire quelle strutture locali del medesimo Partito, pienamente coinvolte nella campagna elettorale». Per quanto mi riguarda non ho mai considerato l’elezione un obiettivo da raggiungere “a tutti i costi”, ma lo strumento per realizzare un progetto di buona amministrazione, rigenerazione urbana e creazione di opportunità di investimento e lavoro, in cui l’amministrazione comunale deve saper esercitare la regia.
Dalle telefonate e dai messaggi che continuo a ricevere so che molti pensano che Cefalù abbia perso un’occasione, ma se anche solo una parte di quel grande progetto di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e storico e di sviluppo economico e sociale di Cefalù che abbiamo delineato si realizzerà grazie alle energie messe in moto, sarà comunque un grande risultato.
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