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09.09.2012
Edoardo Croci
Edoardo Croci
Mentre sul tema fondamentale della trasparenza e del risanamento economico del Comune di Cefalù tutto è fermo e l’amministrazione ha chiesto l’ennesimo rinvio alla Corte dei Conti, sul fronte della cementificazione del territorio Lapunzina non perde tempo. Con un salto mortale il severo oppositore di ogni progetto bollato come “speculazione edilizia” si è fatto promotore del cambio di destinazione urbanistica di un vasto terreno all’Ogliastrillo da “agricolo” ad “edificabile” e di una proposta di delibera per costruire trenta nuovi alloggi di edilizia convenzionata agevolata – termine più elegante per dire “edilizia popolare”, che a sua volta maschera spesso interventi di basso costo e qualità.

Il direttore del settore urbanistica che aveva bocciato il progetto un anno fa motivandolo con la necessità di aggiornare preventivamente il piano regolatore per identificare i fabbisogni abitativi, pur arrampicandosi sugli specchi, ha dato il via libera.

La sequenza degli atti ed i soggetti coinvolti fanno pensare che più che l’interesse pubblico sia in gioco il saldo di qualche debito elettorale di un sindaco che di indipendente mostra di avere ben poco.

Se il futuro di Cefalù è legato alla sua trasformazione in una meta per un turismo di qualità, è proprio sulla capacità di preservare e valorizzare l’ambiente e sulla qualità degli interventi edilizi (oltre che sulla dotazione di servizi adeguati) che si giocherà la partita.

Ciò significa in primo luogo ridurre il consumo di suolo, puntando sulla riqualificazione del patrimonio costruito esistente a partire dai vincoli e dalle opportunità rappresentati da aree centrali degradate come quella Miccichè e dal riutilizzo del sedime ferroviario, ed in secondo luogo innalzare decisamente la qualità progettuale e costruttiva dei nuovi interventi adeguando il regolamento edilizio e prevedendo anche opportuni meccanismi di incentivo e disincentivo a questo fine.

In un periodo di crisi economica come l’attuale e di discesa dei valori immobiliari questa strada è l’unica percorribile se si vuole garantire la creazione di opportunità di lavoro e preservare il valore del patrimonio esistente. Necessita però di una visione di lungo periodo e di capacità di confronto con le esperienze nazionali ed internazionali di successo ed insuccesso. Proprio la cementificazione della costa spagnola dopo un effimero boom ha portato al crollo dei prezzi degli immobili e allo scadimento del turismo, con una conversione recente che appare tutta in salita.

L’esperienza insegna che interventi edilizi che compromettono il paesaggio condizionano permanentemente il territorio ed anche il suo uso, causando un danno oltre che ambientale, economico e sociale.

In assenza di studi seri sul fabbisogno di nuova edilizia convenzionata ed in contrasto con quanto finora indicato in termini di vocazione turistica dell’Ogliastrillo, perché tanta fretta?
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