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VASTA OPERAZIONE ANTIMAFIA

Da Gangi a Caltanissetta sigilli all’impero Farinella

Sequestrati beni per 45 milioni
Aziende agricole, imprese di costruzioni, case e terreni per un valore di 45 milioni di euro sono stati sequestrati a Paolo Farinella, 70 anni, un imnprenditore di Gangi che ha costruito un impero economico tra Caltanissetta e Palermo. L’operazione, chiamata “Flour”, è stata condotta dalla Dia con il coordinamento della Dda di Caltanissetta. Dieci le imprese coinvolte sequestrate con 25 fabbricati, terreni per circa 150 ettari e numerosi conti bancari. Le indagini hanno avuto origine da alcune segnalazioni di operazioni bancarie sospette avvenute presso una banca della provincia di Caltanissetta, che hanno riguardato movimenti di denaro eseguiti da Farinella e dalla figlia Rosalba. Entrambi erano titolari o comunque cointeressati in diverse imprese di costruzioni di opere pubbliche aggiudicatarie di numerosi importanti appalti in tutto il territorio nazionale, titolari di aziende agricole e proprietari di numerosi fabbricati e vastissimi appezzamenti di terreno situati nelle province di Caltanissetta e Palermo. Le risultanze investigative hanno consentito di inquadrare la caratura criminale di Paolo Farinella, ritenuto in contatto e interlocutore privilegiato di personaggi di spicco di cosa nostra nei territori di Caltanissetta, Palermo e Trapani. In particolare, dopo la morte del cugino Cataldo Farinella, costruttore inserito nella mafia palermitana, implicato con Angelo, il ministro dei lavori pubblici di cosa nostra, nella mafia degli appalti, nonché già destinatario, nel 1992, di una misura di prevenzione personale e patrimoniale. Paolo Farinella gli è subentrato dopo la morte nella gestione delle imprese mantenendo, sostanzialmente, rapporti con personaggi di spicco della organizzazione mafiosa nissena, palermitana e trapanese. Le risultanze di un ponderoso contesto d’indagine è stato successivamente integrato con gli accertamenti patrimoniali, finanziari e reddituali delegati dalla Dda di Caltanissetta e ha consentito di evidenziare la complessiva situazione sperequativa tra i redditi dichiarati da Paolo Farinella e dal suo nucleo familiare e il valore dell’intero patrimonio a lui riconducibile. Nell’inchiesta si è dato particolare risalto alle vicende che hanno caratterizzato un terreno in contrada Mimiani di Caltanissetta di vastissime dimensioni (circa 300 ettari) con annessa azienda agraria, risultato, in passato, anche utilizzato quale riserva di caccia ad uso dei più noti esponenti di cosa nostra siciliana, anche nel corso delle loro latitanze. Il terreno, già oggetto di misure patrimoniali nel 1992, risultava intestato per 2/3 allo scomparso Cataldo Farinella e solo per 1/3 al cugino Paolo. Ma le indagini hanno accertato che non c’è stata soluzione di continuità. L’intera proprietà terriera è riconducibile ora a Paolo Farinella. Il terreno risulta anche beneficiato da ingenti contributi pubblici erogati dall’Agea. I minuziosi riscontri bancari hanno consentito di accertare che le rendite finanziarie, sostanzialmente derivanti da un bene acquisito con capitali di provenienza illecita, sono state utilizzate per finanziare imprese di costruzione, acquistare beni immobili intestati ai componenti del nucleo familiare di Farinella e, soprattutto, sovvenzionare la vedova di Cataldo, in virtù di un informale “obbligo d’onore” contratto da Paolo nei suoi confronti. I BENI SEQUESTRATI • Cinque società edili imnpegnate nella esecuzione di appalti pubblici con sedi a Gangi, Palermo, Livorno e Roma; • due ditte individuali agricole con sede a Caltanissetta e Gangi; • le quote sociali di tre società, due edili con sede a Palermo e Catania e una agricola a San Cataldo; • l’intera proprietà di 25 fabbricati nelle province di Caltanissetta e Palermo; • terreni per un’estensione complessiva di circa 150 ettari nelle province di Caltanissetta e Palermo; • numerosi rapporti bancari intrattenuti presso sette diversi Istituti di credito dislocati su tutto il territorio nazionale.
09.01.2014