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Crowley davanti alla villa

Crowley, il “mago” che portò
scandalo e curiosità a Cefalù

Scrittore, pittore, ma anche esploratore, scalatore e mago: un personaggio eclettico, quasi leggendario quello di Alensteir Crowley (1875-1943) noto ai più come padre dell’occultismo moderno e ispiratore della maggior parte dei gruppi esoterici contemporanei.
Fin da giovane aveva maturato un’educazione familiare e scolastica basata su una rigida osservanza dei precetti dottrinali, di un protestantesimo fondamentalista, quello della setta dei darbisti, a cui era legata la famiglia.
Si trasferì a Cambrige nel 1895 per intraprendere gli studi universitari, e vi rimase fino al 1898. L’influenza della corrente agnostica, i legami con esponenti del movimento relativista e positivista, lo indussero ben presto a elaborare una nuova religione, quella di Thélema, che si fonda sulla pratica di cerimoniali di «magia sessuale» attraverso la riscoperta dei culti, delle tradizioni e dei rituali orgiastici pagani.
L’iscrizione “Fai ciò che vuoi, sarà tutta la tua legge” all’ingresso della villa di Santa Barbara a Cefalù – l’Abbazia di Thélema – ben sintetizza i precetti cardine del pensiero crowleiano. È proprio questo il principio su cui si fonda il “Libro della Legge”. Un testo che non può essere annoverato nell’ambito della sua produzione letteraria, in quanto – come più volte da lui stesso ribadito – gli sarebbe stato dettato da un’entità “preterumana”.
Non si conosce con esattezza il motivo per cui abbia scelto Cefalù come luogo per erigere l’Abbazia. Il suo progetto iniziale prevedeva la costruzione di un tempio circolare sormontato da una cupola di vetro, retta da otto colonne e alta 12 metri. Una costruzione mai realizzata a causa del diniego di finanziamento, da parte della Banca Commerciale Italiana di Palermo, cui era stato richiesto. Ciò nonostante, Crowley giunse lo stesso a Cefalù.
Nelle sue “Confessions” descrive così il suo arrivo: «Raggiungemmo la località l’ultimo giorno di marzo del 1920. Dubito che gli dei abbiano guidato i nostri passi per avere trovato un hotel così sordido, sporco e lurido. Giurai che non vi avrei trascorso una seconda notte. Gli dei risposero all’appello. Un uomo di nome Giordano Giosus [Don Giosuè] si presentò … mi condusse sulla collina ed ecco! Una villa che sembra essere fatta apposta». E che poi prese in affitto. Visse qui con le sue donne, i suoi figli e altri adepti. La villa divenne l’Abbazia.
I “Murmuna”, così erano chiamati gli abitanti dell’Abbazia dai cefaludesi, trascorsero qui tre anni fino al maggio 1923, anno in cui il regime fascista ne ordinò l’espulsione dal territorio italiano. La ragione ufficiale fu ricondotta ai rituali sessuali e satanici praticati nell’Abbazia.
14.06.2010

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