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Addio Lelio Giannetto, Cefalù
ricorda il musicista visionario

La scomparsa per Covid di Lelio Giannetto, geniale interprete di nuovi linguaggi musicali, tocca anche Cefalù. Lo ricorda l’associazione Amici della Musica “Salvatore Cicero” richiamando il rapporto con Giannetto “non solo straordinario musicista ma soprattutto amico carissimo”. Su Facebook c’è il ricordo di “un uomo e un artista visionario, vulcanico, dalla progettualità inarrestabile con cui l’associazione ha avuto la fortuna e il privilegio di mettere in atto fin dal 2011 una preziosa e fruttuosa collaborazione”.
Proprio nel 2011 Lelio Giannetto aveva accolto l’invito dell’allora presidente Gaetano Pennino a far parte del comitato artistico dell’associazione, per dar vita alla prima stagione concertistica pensata interamente per Cefalù e per il teatro Cicero da poco riaperto. L’idea, spiega ancora l’associazione, “era quella di offrire al pubblico una proposta artistica contrassegnata soprattutto dalla varietà dei repertori e dalla novità dei linguaggi: in questa prospettiva il contributo di Lelio fu, ovviamente, fondamentale”.
Per quell’anno e per molti dei successivi le sue proposte sono state sempre coinvolgenti e di alto livello. Sono riuscite sia a fare dialogare linguaggi artistici diversi, ad esempio nei cine-concerti al cinema di Francesca, sia in diversi concerti di musica “contemporanea” al teatro Cicero a porre in connessione repertori musicali fra loro anche assai lontani.
Da allora Lelio Giannetto è stato spesso anche un ospite abituale del teatro Cicero in qualità di interprete, con progetti sempre originali e sperimentali, volti anche alla valorizzazione di musicisti di talento, siciliani e non. L’associazione ricorda in particolare i concerti del gruppo Onda Mediterranea, dell’Archibugi String Trio, della Sicilian Improvisers Orchestra, e quella particolarissima e indimenticabile performance de “Il contrabbasso parlante” con Eva Geraci al flauto e Alessandro Librio al violino. Era il 23 dicembre 2016. Nel programma musiche di Bach, Bella, Cage, Sting, Scelsi, Battisti, Berio e dello stesso Giannetto.
Ma resta indimenticabile un’altra serata al Cicero. Era il 23 novembre 2014. Veniva proposto un incontro/conversazione (“Osservazione del mare”) che prendeva il titolo da una composizione per flauto solo di Marco Betta con le suggestioni che scaturiscono dal mare, osservate e riproposte con il suono meditativo del flauto e l’osservazione del movimento della massa d’acqua. Quel brano dedicato a Cefalù come luogo d'arte e di bellezza universale diede vita a quella che Giannetto ricordava come una “bellissima serata”. Il musicista descriveva il teatro Cicero, che “rideva e vibrava di buona sincera energia”. E poi la chiosa finale: “Non è scontato, ma c'era bella gente”.
20.12.2020

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