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Chiude bottega Ciccio l’artista
delle scarpe da Formula 1

“Buongiorno Alessio, non ho mai dubitato della Tua grandezza che Tu confermi spesso, io avevo già letto il Tuo articolo lunedì mattina tanto apprezzato. L’estate è passata ma Alessio ‘Chi l’ha visto?’ Un affettuoso e fraterno abbraccio Tuo Ciccio di Cefalù”.
Ciccio di Cefalù, un nome, un marchio, un mito. Conosciuto in ogni parte del mondo da una vita. Negli anni Ottanta il pilota Clay Regazzoni, gli mandò un ordine da Tokyo su una cartolina: “Mi serve un paio di scarpe bianche e rosse” e lo autografò. Quel gran guascone indicò come destinatario: “Ciccio, Cefalù, Italy”, senza cognome, indirizzo, cap. Nulla. Ebbene la cartolina gli fu recapitata in Sicilia ugualmente. Del resto le sue creazioni sono presenti nei musei: Porsche di Stoccarda, Ledermuseum Offenbach, Ferrari di Maranello, @museum r Romans in Francia, itinerante Fratelli Rossetti e sono state esposte anche in quello di Brera a Milano.
Ciccio per me è un amico sincero, pronto a rimproverarmi pubblicamente se non passo a trovarlo ogni estate per trascorrere un pomeriggio piacevole scandito da aneddoti, chicche e ricordi. Oggi il maestro Francesco Liberto, alla soglia degli 86 anni, ha deciso di abbassare definitivamente la saracinesca della sua maison ed alzare quella della leggenda dell’automobilismo mondiale.
Più volte ho raccontato di lui, della sua invenzione delle scarpe che indossano i piloti durante la Targa Florio del 1965. Se io fossi sindaco del Comune di Cefalù o presidente della Regione siciliana per lui - simbolo della genialità artigianale dell'isola e della qualità Made in Italy - organizzerei una cerimonia di ringraziamento conferendogli la cittadinanza onoraria cefaludese, la medaglia d’oro al valore sportivo e invocherei l’onorificenza di cavaliere del lavoro. So già che è un sogno e che Enzo Ferrari disse: “Non fare mai del bene se non sei pronto all’irriconoscenza”. Sentimento che il Drake non nutriva perché proprio lui ringraziò Ciccio nel suo libro “Piloti, che gente…” scrivendo: ”Voglio ricordare le imprevedibili vicende del campionato mondiale 1977 che ha registrato l'affermazione della macchina più competitiva e di un grande pilota. Un riconoscimento che va condiviso con tutti coloro, come il celebre calzolaio Ciccio di Cefalù, che hanno seguito l'attività agonistica della nostra squadra”.
20.01.2022
Alessio Ribaudo

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