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TORNA IN SICILIA IL CRITICO D'ARTE

Sgarbi ringrazia Cefalù
e urla allo Stato traditore

“Io il più disturbato tra i candidati”
In una piazza Duomo affollata Vittorio Sgarbi è salito sul palco allestito per l’occasione e ha ringraziato i 1620 cittadini che lo hanno votato. Lo ha fatto a modo suo, ringraziando anche “quelli che distrattamente” hanno finito con l’accordare la preferenza ad altri candidati, ma anche attaccando le istituzioni, cosa quest’ultima che gli riesce sempre bene. “Se non ci fosse stata una tensione sul mio nome – ha detto l’ex candidato sindaco di Cefalù – avrei vinto. Non sono stato un elemento disturbatore, sono stato semmai il più disturbato. E da tutti: dagli altri candidati alla magistratura, ma sono soddisfatto del risultato accordatomi contro uno Stato traditore”.

Vittorio Sgarbi è comunque apparso stanco e piuttosto sottotono anche se ha annunciato che il suo nuovo partito – il Pdr, il partito della rivoluzione – sarà presente alle imminenti elezioni regionali, nonché alle prossime politiche. E non è esclusa la sua stessa candidatura proprio alle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana. Perché lui, Vittorio Sgarbi, vuole lottare contro uno “Stato nemico della Sicilia”. E lo vuole fare con una “rivoluzione culturale”.

Ma il vero motivo della presenza del critico di Ferrara a Cefalù è sembrato in realtà un altro. Dopo che in questi giorni s’è discusso tanto di “inciuci” tra il centrosinistra cefaludese e i pezzi sconfitti del centrodestra che appoggiavano altri candidati sindaci, Sgarbi ha giustificato la linea scelta dopo il voto dai suoi supporter. “Non sono uno sconfitto – ha detto – né è mia intenzione polemizzare contro qualcuno. Io a Cefalù rimango come un patrono e se due consiglieri del Pdr hanno scelto di entrare in maggioranza, altri hanno deciso di stare all’opposizione. Ma non c’è stato tradimento. Maggioranza e opposizione – ha continuato Sgarbi – devono essere uniti. Perché è così che si amministra”.

Insomma, se tra i sostenitori di Sgarbi sindaco – poco importa se del Pdr o di Cefalù cambia – qualcuno si è scandalizzato per gli accordi che hanno visto l’esclusione di Francesco Calabrese da qualsiasi incarico istituzionale, il critico di Ferrara ha dato l’impressione di volere ricompattare il suo gruppo che, invece, avrebbe così la possibilità di stare contemporaneamente dentro e fuori le stanze dei bottoni. Un modo certamente diverso di intendere la politica, quello di Sgarbi, una vera “rivoluzione” per l’appunto. Unica pecca soltanto è un certo sapore eclettico. Quell’eclettismo non estraneo al critico d’arte.
31.05.2012
Riccardo Gervasi

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